Personalmente sono sempre stata molto affascinata dal carcere, incuriosita di vedere una realtà molto diversa e, apparentemente, molto lontana dalla nostra vita. Infatti non appena la professoressa Soprani ci ha proposto questa iniziativa mi ha subito affascinata e mi sarei voluta proporre immediatamente per andarvi, ma essendo a luglio ho desistito. Quando poi e’ stata posticipata a settembre mi sono subito offerta.
Ero in treno insieme alle altre ragazze che hanno deciso di partecipare a questa esperienza e mentre ci stavamo dirigendo verso la comunità minorile l’ansia e la curiosità aumentavano sempre di più(abbiamo infatti iniziato a confrontarci sulle nostre aspettative riguardo ai ragazzi e al luogo).
Appena arrivati i ragazzi ci sono passati davanti e devo ammettere che mi sono sentita un po’ “intimorita“ poiché mi sono resa davvero conto di quello che stavo per fare. Non appena però abbiamo cominciato a parlare e spiegare i giochi loro si sono dimostrati da subito molto interessati e simpatici, e tutte quelle emozioni negative che prima provavo sono sparite .
Mi sono stupita di quanto loro alla fine fossero dei semplici ragazzi con storie molto difficili alle spalle, che hanno sofferto molto , che hanno commesso azioni gravi di cui stanno pagando le conseguenze , ma che nonostante ciò erano comunque molto aperti e simpatici, ci hanno fatto sentire a casa .
Nel viaggio di ritorno poi sono stata sommersa da molte emozioni contrastanti, ma la più forte è stata sicuramente la sorpresa.
Sicuramente questa è una esperienza che segna e insegna molto e io la consiglierei vivamente a chiunque ne avesse la possibilità.
