Ucraina.
Lo scoppio del conflitto, le fughe, la paura, gli altrove, la quotidianità che non esiste più.
Grazie ai contatti di Pubblica Assistenza SEIRS Croce Gialla Parma e in particolare di Natalia, ucraina da tempo a Parma, e grazie alla generosa donazione dell’azienda Barilla, 10 Valigie sono arrivate a destinazione, insieme a altri preziosi aiuti umanitari. Sei a Čop, dove è sorto un centro d’accoglienza per minori vittime di stress postraumatico, una alla scuola materna che ospita piccoli profughi a Zàhony, alla frontiera ungherese. Altre tre hanno raggiunto le zone più interne dell’Ucraina.
Gli amici di Anna e di Fondazione Munus ci hanno aiutato a prepararle. Ma prima con Simone Serrao, ex educatore del Ludobus e oggi proprietario di Orso Ludo, abbiamo provato a immaginare il contesto in cui si trovavano (e purtroppo ancora si trovano) bambine e bambine e adolescenti.
I rifugi, la corrente elettrica che se ne va, la vita all’aperto impossibile per chi è restato nel Paese. E poi quella nei centri di accoglienza per profughi al confine con Polonia e Ungheria.
Abbiamo privilegiato ciò che poteva portare luce e ciò che poteva trasformare il buio non solo in luogo e tempo di paura e incertezza. Il teatrino delle ombre, ad esempio. Lo vedete “praticato” laggiù, se guardate le foto.
Grazie a Natalia sappiamo che psicologi, psicoterapeute e educatrici lo stanno utilizzando moltissimo per intervenire sulle sindromi post-traumatiche che la guerra porta con sé. Così gli altri elementi della Valigia. E a noi fa tanto bene saperlo.
Per aiutarci a far viaggiare altre Valigie dove ce n’è più bisogno:
https://www.fondazionemunus.it/la-valigia-di-marco-e-anna-fondazione-munus/
(Nel frattempo sono arrivate altre tappe. Ma questa è un’altra storia. La prossima.)




