“Domani tornate?”. Ce l’ha chiesto almeno tre volte uno dei ragazzini detenuti all’Istituto penale minorile Ferrante Aporti di Torino.
Due ore di giochi pescati dalla Valigia, di entusiasmo, di tante lingue insieme, di buffe incomprensioni, di storie che si raccontano e altre no. Di prof competitive e appassionate, di un sacerdote pieno di ironia, di un dirigente scolastico che dirige soprattutto la speranza, di studenti di altre classi che spiano dai vetri e vorrebbero entrare.




