Catania è un piccolo viaggio, per questo ci abbiamo messo un anno a mantenere la promessa. Ma alla fine all’Istituto penale minorile della città è sbarcata la numero 69 e anche lì, come a Acireale, abbiamo avuto un reincontro inaspettato, oltre a godere di un’accoglienza formidabile orchestrata da Giuliana.
Avremmo voluto stare ore coi ragazzi: anche chi all’inizio si è tenuto di lato, senza mettersi subito in gioco, alla fine è stato lo sfidante più entusiasta e attento. “Vi guardavo dalle telecamere di videosorveglianza, vedevo i volti dei ragazzi e per una volta non sembrava nemmeno di stare in carcere”, ci ha fatto commuovere un vicecomandante della Polizia penitenziaria.




